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Comunità Etica

per una economia consapevole

Per un GIUBILEO DEL DEBITO

In attesa che la politica faccia la sua parte non possiamo stare con le mani in mano, non basta lamentarsi sui social, non serve nemmeno dare l’assalto ai supermercati e non possiamo neanche aspettare che finita l’emergenza la gente scenda in piazza con i forconi: dobbiamo usare gli strumenti legislativi esistenti per difenderci. 

Anche per questo nasce il servizio di Tutela legale promosso da Comunità Etica. Dobbiamo chiedere l’annullamento di tutte le cartelle esattoriali, dobbiamo chiedere la sospensione di mutui e prestiti per annullarli o rinegoziarli, non per pagarli dopo con gli interessi. Dobbiamo chiedere la cancellazione di ogni tassazione per tutto il 2020. 

E per fare ciò stiamo attivando dei “punti di ascolto” in tutto il paese per offrire supporto legale a tutti coloro che sono stanchi di aspettare. 

Se sei stanco anche tu contattaci al seguente indirizzo: tutelalegale@comunitaetica.it

Assieme possiamo dare il via a un nuovo rinascimento che si proponga di promuovere un’economia consapevole e umanistica. Basta delegare, riprendiamoci la democrazia. 

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Il mito della caverna

Il racconto del “mito della caverna” contenuto nell’opera filosofica “La Repubblica”  sembra la fotografia della situazione attuale. 

Platone descrive una caverna profonda, stretta e in pendenza, simile ad un vicolo cieco. Sul fondo ci sono gli uomini, che sono nati e hanno sempre vissuto lì; sono seduti ed incatenati, rivolti verso la parete della caverna: non possono liberarsi, nè uscire, né vedere quel che succede all’esterno. Fuori della caverna vi è un mondo normalissimo: piante, alberi, laghi, il sole, le stelle. Però, prima di tutto questo, proprio all’entrata della caverna, c’è un muro dietro il quale ci sono persone che portano oggetti sulla testa. Da dietro il muro spuntano solo gli oggetti che trasportano e non le persone: è un po’ come il teatro dei burattini. Poi c’è un gran fuoco, che fornisce un’illuminazione differente rispetto a quella del sole. 

Ecco, noi siamo stati per molti anni, come questi uomini della caverna, costretti a fissare lo sguardo sul fondo, che svolge la funzione di schermo: su di esso si proiettano le immagini degli oggetti portati dietro il muro. La luce del fuoco, meno potente di quella solare, illumina e proietta questo mondo semi -vero. Gli uomini della caverna scambieranno le ombre proiettate sul fondo per la verità, così come le voci dietro il muro: in realtà è solo l’eco delle voci reali.  Gli uomini della caverna avranno un sapere basato su immagini e passeranno il tempo a misurarsi a chi è più bravo nel cogliere le ombre riflesse, nell’indovinare quale sarà la sequenza: è l’unica forma di sapere, a loro disposizione ed il più bravo sarà colui il quale riuscirà a riconoscere tutte le ombre. 

Supponiamo ora, che uno degli uomini incatenati riesca a liberarsi: subito si volterebbe e comincerebbe a vedere fuori gli oggetti portati da dietro il muro non più riflessi sul fondo della caverna. Poi comincerà a uscire ma piuttosto riluttante perché infastidito dalla luce a cui non era abituato: quando finalmente uscirà si sentirà completamente smarrito e disorientato. Comincerà a guardare indirettamente la luce solare, man mano che la vista si abitua guarda gli oggetti veri, le stelle e poi perfino il sole.  

Questo racconto scritto oltre 2000 anni fa, sembra uno spaccato della situazione attuale. Per anni ci hanno parlato dei benefici dell’Europa Unita, dell’Euro come una moneta per rafforzare l’economia, della globalizzazione, ci hanno imposto sacrifici per superare una crisi provocata da altri, ci hanno detto che bisogna tagliare la spesa pubblica per rispettare i vincoli europei e in virtù di questo abbiamo tagliato le spese nella sanità, nella scuola, nell’assistenza. Ci hanno convinto che spesso era giusto lasciare il raccolto sugli alberi, perché era più conveniente acquistare da altri paesi. 

Ci hanno convinto che non si può avere altra moneta al di fuori dell’euro, quasi un refrain del primo comandamento “non avrai altro dio al di fuori di me”.

Poi è arrivato “coronavirus” che ci sta costringendo ad uscire dalla caverna e giorno dopo giorno ci costringe a vedere la realtà vera, non quella del mainstream dominante.   La tutela dei confini ritorna ad essere un elemento positivo, da delocalizzazione si inizia a parlare di rilocalizzazione, la famiglia nella quale siamo costretti a rimanere, riacquista valore, il famoso vincolo del 3% sulla base del quale ci hanno detto dovevamo fare sacrifici, è immediatamente caduto. Abbiamo capito che tagliare la sanità significa non essere più nelle condizioni di garantire il diritto alla salute. Abbiamo capito che la Germania e la Francia se ne fregano di ogni vincolo posto dalla UE mentre lo pretendono per gli altri, che questa Europa è alla frutta. 

Ma soprattutto, spero che stiamo capendo che le catene che ci hanno tenuti legati dentro la caverna, sono il debito

Ci hanno messo nelle condizioni di indebitarci per sostenere le nostre piccole aziende durante la crisi, di sopportare una tassazione inverosimile, senza ribellarci, di accettare come dovute le vessazioni di uno stato attraverso ex Equitalia e ora Agenzia per le riscossioni. Molti si sono suicidati per questi motivi, (dal 2012 al 2017 ci sono stati 878 suicidi per “motivazioni economiche” ma potevano essere il doppio: altri 608, stretti tra debiti e burocrazia, ci hanno provato senza riuscirci.  

Moltissimi hanno aderito alle varie rottamazioni nella speranza che il futuro fosse più roseo. 

Ora il coronavirus ci sta costringendo ad uscire dalla caverna, a guardare la realtà. Anche noi siamo disorientati, ma la realtà che ci si pone davanti pur nella sua drammaticità ci fa capire che non dobbiamo perdere la speranza, che non tutto è finito, anzi, siamo solo all’inizio di grandi cambiamenti. Che dobbiamo prendere il toro per le corna. 

Che anziché vergognarsi del debito, dobbiamo ribellarci al debito e che con possiamo aspettare sia il governo a farlo. L’ultimo decreto appena uscito, per certi aspetti è semplicemente ridicolo: rinviare le scadenze del 16 marzo al 31 maggio è un’offesa all’intelligenza comune. 

Concedere 2 anni in più al fisco per effettuare i controlli sul 2015, esprime in modo inoppugnabile come questo governo considera gli 8 milioni di partita IVA: solo evasori, e vacche da mungere. 

Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti che ci offre la legislazione vigente per tutelarci. Per questo abbiamo dato vita al servizio di tutela legale. 

Nel nostro piccolo, pur se appena nati, vogliamo, come “Comunità Etica”, offrire un servizio concreto e immediato: per annullare le cartelle esattoriali, per ridiscutere i mutui con le banche, per definire una volta per tutte le situazioni di sovraindebitamento e ricominciare a vivere. Perché la felicità è un nostro diritto, un diritto che dovrebbe essere inserito nell’articolo uno del dettato costituzionale.

CORONAVIRUS: le proposte di Comunità Etica per ritrovare la serenità e sviluppare un nuovo modello economico

Oramai l’argomento del giorno è il Coronavirus. L’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, disegna un paese in stato di assedio. Che la situazione sia grave, non vi è ombra di dubbio, su quale siano le cause che hanno dato avvio a questa pandemia, non vi è certezza. 

Le ipotesi sono diverse, e spesso opposte; tutto quello che non è “ufficiale” viene accusato di complottismo, ma l’esercizio del dubbio, come già Socrate evidenziava, è la strada per condurre alla verità. 

Gli strumenti di comunicazione in questi giorni ci invadano con informazioni di ogni genere, alcune scientifiche, altre meno. 

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Un avvoltoio si aggira per il paese

 “L’avvocato è un uomo che salva i nostri beni dai nostri nemici, tenendoseli per se”. 

Questa citazione rappresenta l’opinione della maggior parte delle persone ed è per questo, che quasi sempre ci rivolgiamo a lui solo quando siamo costretti. 

Dietro ogni proverbio o citazione c’è sempre una parte di verità, anche in questo caso. Dobbiamo però creare le condizioni perché questo approccio sia diverso. Purtroppo le leggi vigenti sono talmente tante e interpretabili che non ne rendono sicuramente facile l’approccio. 

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Un “Reddito di Contadinanza”. Per ridare fiato a una Agricoltura al collasso.

L’agricoltura e le aree rurali del nostro Paese rappresentano un patrimonio straordinario che ancora non riusciamo a valorizzare al meglio nonostante vogliano dire: cibo, lavoro, salute, ambiente, paesaggio, cultura, turismo… Le tendenze degli ultimi decenni sono allarmanti: abbandono delle aree collinari e montane ma anche trasformazione e sfruttamento dei terreni in pianura verso una rincorsa senza senso alla quantità della produzione, a scapito della qualità e anche laddove si cerca di rivalutare l’agricoltura con intelligenti operazioni di marketing, vedi le colline del prosecco diventate patrimonio dell’UNESCO in quel di Conegliano (Treviso), si usano poi dei metodi di coltivazione che creano grosse problematiche ambientali, vedi anticrittogamici. L’invecchiamento degli agricoltori senza ricambio generazionale, l’aumento dei costi di produzione e la diminuzione dei prezzi di vendita (spesso i prodotti non si raccolgono neppure), la scarsa formazione, l’assenza di servizi e infrastrutture. E poi un apparato burocratico-amministrativo che obbliga soprattutto a «coltivare carta». Chi gestisce oggi un’azienda agricola è costretto a passare buona parte del suo tempo tra le scartoffie piuttosto che tra le piante. 

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Dal Villaggio del Sogno al Villaggio Diffuso

Giacinto Cimolai

Dal Villaggio del sogno

al Villaggio Diffuso

Per una economia consapevole

Quante persone, oggi, possono dirsi appagate della vita che stanno facendo? Quanti sono soddisfatti delle condizioni della nostra amata Italia? Ma non solo: dell’Europa, del mondo intero! Inquinamento, criminalità, crisi finanziaria, emigrazione incontrollata, spaventose disuguaglianze tra ricchi e poveri, sfruttamento del lavoro. E cosa sta facendo la classe politica, sia italiana che europea? Se ti soddisfano, forse non è il caso che tu perda tempo a leggere la innovativa proposta contenuta in questo prezioso libro che uscirà a giorni. Se invece non ne puoi più, se sei consapevole che siamo alla vigilia di grandi cambiamenti, senza sapere però come risolverli grazie a una classe politica imbelle e pavida, il progetto del Villaggio Diffuso potrebbe illuminare la tua mente, donarti speranza, farti gridare: SI PUO’!

Perché davvero si può fondare una nuova società etica, più giusta, rispettosa, solidale, efficace, ecologica, umana. Con l’aiuto di tutti, anche del tuo!

Sta per essere dato alle stampe, nei prossimi giorni il primo di una collana di libri che ci aiuteranno a conoscere meglio il progetto di “Comunità Etica”. Essendo il primo, vi è spiegata la genesi del progetto. Un opera che con con ogni probabilità, con l’aiuto di tutti,  diventerà un caso editoriale. Perché è la base per iniziare un discorso su una nuova forma di società, giacchè l’attuale ha terminato ormai il suo percorso ed è e sarà sempre più, fonte di tensioni, contrasti, lacerazioni, diseguaglianze. Inconcepibile che 2143 miliardari detengano la metà del denaro del mondo! Fonte Forum di Davos di questi giorni. 

Di seguito la nota dell’autore

Non avrei mai pensato di scrivere questo libro, tanto meno avrei pensato di mettermi, a oltre sessant’anni, a sviluppare il progetto che sottende. Per molto tempo non ho nemmeno espresso il voto, tanto ero lontano da un impegno personale nel sociale. L’amico Astrologo Ramanuja Das diversi anni fa mi predisse che nel 2017 avrei iniziato a occuparmi di un grande progetto sociale. Gli risposi che nonostante la stima nella sua professionalità e i riscontri che per altre cose avevo avuto, si stava sbagliando di grosso. “Ho già dato” gli dissi “credo proprio tu abbia preso un abbaglio.” E lui con il suo accento spagnolo: “Così sta scritto, se vuoi essere felice devi fare questo.”  “Neanche per idea” fu la mia risposta immediata. E invece sono qui, non so di chi sia la colpa o il merito, ma se questo deve rendermi felice, voglio dividere la felicità con molti altri e soprattutto con Roberta, Giulia e Alex cui sono destinati i proventi della vendita di questo libro, che vi dico subito, è diviso in due parti e la prima è indispensabile alla seconda. All’inizio sarà un Come eravamo, serve a immergersi in ambiente fecondo per la presentazione del mio progetto etico, sociale, economico, finanziario. Quindi vi chiedo di leggere con attenzione anche le prime pagine, emozionanti per chi ha la mia età e come me le ha vissute, istruttive per chi è giovane e poco esperto di vita.

L’autore devolve i proventi di questo libro

alla realizzazione di un progetto

per migliorare le condizioni di vita di

Alex, Giulia, Roberta 

di cui, in fondo, troverete una testimonianza.

Se vuoi conoscere meglio questo progetto e se vuoi dare una mano concreta a Alex, Giulia, Roberta, scrivici per prenotarlo.  E se vuoi sostenere ancor di più i progetti a favore di Alex, Giulia e Roberta, organizza una presentazione o un evento dedicato info@comunitaetica.it

Se questa è la scuola, quale futuro abbiamo?

Come molti genitori, mi sto ritrovando a rifrequentare gli istituti scolastici per dei colloqui con gli insegnanti.

E’ desolante, ma nulla è cambiato nella sostanza, rispetto a quando anch’io frequentavo il liceo. Ora c’è il registro elettronico che prima non c’era, andare in “marina” una delle attività più trasgressive, è diventato quasi impossibile. Se un genitore vuole può esercitare un controllo assoluto sul proprio figlio, non gli manca nulla, non serve più chiedere nulla, è sufficiente scorrere le pagine del registro: non solo assenze ma anche voti, programmi svolti, gite e quant’altro, quasi quasi, non serve neanche più il colloquio con l’insegnante. Se poi aggiungessimo un braccialetto elettronico ai nostri figli, potremmo realizzare un carcere modello. 

Io consiglierei anche un piccolo test sulla qualità del servizio, quelle faccine che oramai trovi dappertutto. Una valutazione sulla scuola, sugli insegnanti, sull’organizzazione, una faccina a disposizione dell’allievo e una dei genitori. 

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Una catena è forte quanto il suo anello più debole

Anche le piante hanno un linguaggio e un sistema nervoso diffuso come lo definisce Stefano Mancuso. Forse l’esempio più immediato ed evidente è la Mimosa Pudica: avvicini un dito e lei si rinchiude in se stessa, senza toccarla. Ma c’è anche un linguaggio nascosto che non ci è immediatamente percepibile. “La Vita Segreta degli Alberi” di Peter Wohlleben ci spega come esista un sistema di solidarietà utilizzato dagli alberi nel bosco. Il loro benessere dipende dalla comunità -afferma l’autore- e se i presunti deboli spariscono, anche gli altri ci perdono.

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Il denaro è come il sangue

 

Quando facevo il chierichetto il buon Don Lino Masat aveva istituito un libriccino nel quale segnava presenze e assenze alle funzioni religiose. Dieci lire ogni presenza, cento lire di penale ogni assenza. Il totale era sempre in rosso: per fortuna non aveva inventato l’obbligo di restituzione quando il conto era in passivo. Grande spirito commerciale don Lino, era una delle quattro  figure importanti negli anni 60: il prete, il medico, il sindaco, il maestro. Ma anche abile manipolatore, capace durante la confessione, sacramento cui era d’obbligo frequentare ogni settimana, di farti sentire in colpa anche per quello che non avevi fatto. Una partita dare ed una  avere che quasi sempre volgeva a suo favore, un po’ quello che accade con le banche oggi.

Così è stato il mio primo approccio con il denaro. Continua a leggere “Il denaro è come il sangue”

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